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31 gennaio 2016 - Rassegna Stampa

IL SULCIS DELLA CRISI SI FERMA

Sulcis-MagliaLaProvinciPiùPoveraDisoccupati, Partite Iva, studenti, operai, sindacati: tutti in marcia in cerca di risposte. Lunedì 1° Febbraio la grande manifestazione: «Sarà solo il primo passo»

 

Per lunedì prossimo, dall'alba, annunciano forti rallentamenti al traffico in quattro punti nevralgici delle strade del Sulcis, con 30 mila volantini da distribuire agli automobilisti che incontreranno sulla 130, all'ingresso di Iglesias e Villamassargia, vicino alla rotonda di Siliqua, lungo l'asse di collegamento fra Teulada e Sant'Anna Arresi, fino a Sant'Antioco: «Sarà il primo passo di una grande mobilitazione. Non ci fermeremo fino a quando non otterremo risposte da Regione e Governo sulle soluzioni da mettere in campo, subito, per far risollevare le sorti economiche di un territorio ridotto alla fame». In campo - per tentare di dare la sveglia ai rappresentanti delle Istituzioni - c'è il popolo del Sulcis («affamato»), gli operai delle industrie («stremati dalle vertenze»), gli studenti («senza futuro») e i liberi professionisti («mandati sul lastrico»).

 

LA MOBILITAZIONE. Parte la mobilitazione nel Sulcis guidata dalle organizzazioni sindacali Cisl, Cisal, Fismic Consal (assenti Cgil e Uil), il Movimento Partite Iva Sulcis Iglesiente, artigiani e commercianti, agricoltori, pastori, pescatori, Movimento Sardegna Zona Franca, Movimento studenti, Movimento disoccupati. Ma anche dai sindaci: quello di Perdaxius Gianfranco Trullu (presidente Unione dei Comuni) e Antonello Pirosu (Villaperuccio): «C'è la necessità di un fortissimo cambio di marcia, siamo il front office dello Stato, tocchiamo con mano la disperazione, la situazione è ormai intollerabile».

 

LE RICHIESTE. Con la forte rivendicazione chiedono interventi urgenti in materia di lavoro: «Proponiamo la sottoscrizione di un nuovo piano occupazionale per il Sulcis», spiega Simone Siotto (rappresentante disoccupati). «Ma chiediamo anche di formalizzare un Accordo quadro fra parti sociali e istituzioni regionali e nazionali che favorisca la ripresa economica del territorio» aggiunge Ivan Garau (artigiani). Intanto è stata trasmessa una lettera al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al presidente della Giunta regionale Francesco Pigliaru e al prefetto di Cagliari, Giuliana Perrotta per sollecitare un tavolo di confronto. Per gli organizzatori ci sono da risolvere le vertenze industriali, e sbloccare le risorse del Piano Sulcis: «Non abbiamo visto un cantiere aperto», attacca Fabio Enne della Ust Cisl. «Il Governo liberi le risorse», chiede Giorgio Piras (Fismic Consal).

 

I DATI ALLARMANTI. Elio Cancedda, alla guida del Movimento Partite Iva, snocciola dati allarmanti: «Abbiamo 37 mila disoccupati su 128 mila abitanti, il 74 per cento dei giovani non ha lavoro, gli studenti non hanno prospettive. Gli indici di povertà estrema, in riferimento alle famiglie assistite dalla Caritas e dai servizi sociali, sono in progressivo aumento».

 

L'APPELLO DEI GIOVANI. In campo anche gli studenti di Iglesias, Carbonia, Sant'Antioco e Villamassargia: «Ci hanno rubato il futuro», accusa il loro rappresentante Ivano Sais: «È tempo di muoversi per restituire speranza a chi l'ha persa».

(Ilenia Mura)

 

Articolo tratto dal quotidiano L'Unione Sarda

 

 


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